“Product-oriented Design” – Come game design e direzione artistica si uniscono nella creazione di un prodotto commerciale tra product-market-fit, player fantasy e aspettative dei giocatori.
Le meccaniche di progressione sono strumenti chiave per l’engagement. Bilanciare ritmo di avanzamento, volume dei contenuti e costi di produzione è complesso. In questo talk condividerò cinque lezioni di economy design imparate lavorando su titoli freemium, ma applicabili a qualsiasi gioco. Un intervento pensato per studenti e piccoli studi.
Il design modulare nei videogiochi nei team indie non è solo tecnica, ma filosofia mentale: confini semplici, decisioni reversibili. Con esempi intuitivi mostriamo come l’ordine riduca attrito e stress. Affronteremo tre momenti chiave: autopubblicazione, crescita con publisher o investitore, post-lancio. In ciascuno evidenzieremo il vantaggio del design modulare per, aggiungere contenuti con risorse ridotte, mantenere coerenza creativa e serenità operativa.
Il design dei giochi gestionali è una sfida unica: il loop di gioco emerge solo nelle fasi finali dello sviluppo, rendendo difficile testare e bilanciare precocemente l’esperienza. In questo talk, verrà esplorato come l’uso dei Design Pillars possa trasformare questo processo, fornendo una struttura solida e coerente per lo sviluppo di gestionali complessi.
Attraverso l’analisi di Hundred Days – Winemaking Simulator e UnderPar, la presentazione mostra come definire pilastri di design chiari aiuti a mantenere coerenza estetica, narrativa e sistemica. Un approccio pragmatico per costruire identità e metodo nel game design gestionale.
Le game mechanics sono il cuore di ogni esperienza di gioco: regole semplici, coerenti e ben definite possono generare dinamiche complesse e coinvolgenti, capaci di dare identità e longevità a un titolo. In questo intervento verrà presentato il framework MDA (Mechanics, Dynamics, Aesthetics) come strumento per collegare le scelte di design alle emozioni del giocatore, insieme al concetto di game pillars, i principi guida che garantiscono coerenza a un progetto. Attraverso il case study di Gambit Shifter, puzzle game pubblicato su Steam, verrà mostrato come iterazioni rapide e regole chiare possano trasformarsi in esperienze di gioco profonde e memorabili. Si discuteranno inoltre le lezioni apprese sul testing e sulle metriche di gioco, evidenziando come poche regole solide possano essere più efficaci di molte feature superficiali. L’obiettivo dell’intervento è fornire ai partecipanti strumenti pratici e spunti di riflessione per progettare giochi che non siano solo tecnicamente ben costruiti, ma capaci di generare esperienze coinvolgenti, memorabili e durature.
Il Game Designer moderno deve saper unire creatività e logica, usando i dati come strumento per prendere decisioni consapevoli e bilanciare l’esperienza di gioco. Progettare significa analizzare, osservare ciò che funziona e adattarlo al proprio contesto. È fondamentale saper definire obiettivi chiari, comunicare con il team tecnico e scegliere con criterio gli strumenti da utilizzare. Il buon design in ambito indie nasce dal prototipo, non dall’idea perfetta, e richiede metodo, curiosità e capacità di visione.